Accosentiamo, allora, quello in tutta la lingua parlata--e questo è...

Accosentiamo, allora, quello in tutta la lingua parlata--e questo è vero per prosa come è del verso--tempo-intervalli è contrassegnato più o meno chiaro e quello l'orecchio è il giudice finale quanto alla natura di questi intervalli. Ma può l'orecchio realmente misurare gli intervalli con dell'approssimazione alla certezza, di modo che prosodists, per esempio, può accosentiree che una poesia data è scritta in un tester definito? In un senso “sì.„ Nessun dubbi che l'odissea è scritta in “hexameters dactylic,„ cioè, nelle linee composte di sei “piedi,„ ciascuno di cui è composto normalmente di sillaba lunga più due brevi sillabe, o di un equivalente accettabile per quella combinazione particolare. Ma quando siamo insegnati a a scuola che Longfellow Evangeline inoltre è scritto in “hexameters dactylic,„ la difficoltà comincia per il poco inquisitore, poiché è determinato che se chiudete i vostri occhi ed ascoltate con attenzione le linee un dozzina di Greco del homer ed allora la a linee dozzina di inglese del Longfellow, ciascuno scritto in cosiddetto “hexameters,„ state ascoltando due disposizioni molto differenti degli tempo-intervalli, così differenti, infatti, che le due poesie non sono realmente in stessa “misura„ o “tester„ affatto. Per Greco il poeta, come metrist, stava ritenendo soprattutto alla quantità, “della sincronizzazione„ relativa delle sue sillabe ed all'americano “dello sforzo„ relativo delle sue sillabe. [Nota a piè di pagina: “Musicale parlando--perché i termini musicali sono esatti e non ambigui--i dactyls allineare hanno luogo in volta 2-4 ed il verso di Evangeline ha luogo in volta 3-8.„ T.D. Goodell, nazione, 12 ottobre 1911.]

Che l'illustrazione è drearily trita, senza dubbio, ma esso ha un doppio valore. È perfettamente chiaro; ed ancora, servisce a ricordarci delle differenze istintive fra le persone differenti e le corse differenti per quanto riguarda i sensi di organizzazione degli tempo-intervalli in modo da generare i ritmi del verso. Il livello dell'individuo della misura--la sua regola fondamentale poetica, per così dire--è molto elastico,--“ha fatto di gomma„ effettivamente, come gli esperimenti di molti laboratori psicologici hanno dimostrato oltre una domanda. Ancora, i compositori della poesia la costruiscono dalle unità molto elastiche. Stanno un semplicemente le sillabe delle parole in un disegno ritmico e queste “sillabe aerate,„ in se stesso simboli puri delle idee e delle sensibilità, non possono essere pesate da alcun assolutamente corretto suono-regola. Non possono essere misurate a tempo da alcuna guardare-manopola assolutamente esatta, o essere valutate esattamente nel loro significato, se quella è letterale o figurata, da alcun dizionario delle parole e delle frasi. Ma questo sta dicendo soltanto che le sillabe che compongono le unità del verso, se le unità be sono chiamate “piede„ o “linea„ o “frase,„ non sono cose guasti e meccaniche, ma cose in tensione, muovendosi ritmico, prendparteendo quindi al pulsare, al chiming la durata del mondo reale e ad intraprendere più pienezza di vita e di bellezza nel movimento elastico, nel disegno richiesto ma infinitamente flessibile, che potrebbero possedere mai come particelle indipendenti.