Quando, per esempio, noi ascoltare la poesia colti ad alta...
Quando, per esempio, noi ascoltare la poesia colti ad alta voce, o quando la leggiamo ad alta voce noi stessi, alcuni di noi sono “temporizzatori istintivi,„ [Nota a piè di pagina: Vedere il W. il M. Patterson, il ritmo di prosa. Pressa dell'Università di Columbia, 1916.] prestando attenzione primaria agli intervalli spaziati o misurati di tempo, anche se in questo modo non siamo interamente senza riguardo a quei punti “dello sforzo„ che contribuiscono a rendere gli tempo-intervalli più normali. Altri di noi sono “stressers naturali,„ in quanto prestiamo attenzione primaria “al peso„ delle parole,--sonorità o il passo relativa, da cui il loro significato o l'importanza è indicata,--ed è soltanto secondariamente che noi pensiamo a questi appesantiti o le parole “sollecitate„ come separate l'uno dall'altro dagli intervalli approssimativamente uguali di tempo. Levandosi in piedi sulle rocce a Gloucester dopo una tempesta orientale, “un temporizzatore„ tipico potrebbe essere principalmente cosciente della sequenza costante delle onde, gli intervalli misurati in mezzo le loro sommità; mentre lo stresser tipico, anche se subcosciente informato della ripetizione costante dei rulli giganti, potrebbe guardare soprattutto le loro creste di schiumatura ed ascolta principalmente il loro tuono d'arresto. Il punto da ricordare è questo: che nè l'istinto “di sincronizzazione„ nè “sollecitare„ l'istinto esclude l'altro, anche se nella maggior parte dei individui uno o l'altro predomina. I musicisti, per esempio, sono suscettibili di essere “temporizzatori notevoli,„ mentre molti eruditi che si occupano abituale delle parole nei loro spostamenti vari del significato, sono inclinati professionale per essere “stressers.„2. La misura di ritmo
Applichiamo questi fatti ad alcuno del più semplice dei problemi dibattuti di prosodia, nessun dispute l'universalità dell'impulso rhythmizing; il litigio comincia non appena tutto il prosodist tenta di dogmatize circa la natura e la misura di quegli tempo-intervalli scorrenti di cui disposizione denominiamo il ritmo. Nessun dispute, ancora, che l'unico arbitro negli argomenti di prosodia è l'orecchio addestrato e non l'occhio. Infinitamente ingannevole è la pagina stampata del verso una volta considerata dall'occhio. Il verso può essere fatto per assomigliare a prosa ed a prosa da assomigliare al verso. Le lettere maiuscole, le linee, le rime, le frasi ed i paragrafi possono essere così abile o organizzato convenzionalmente dallo stampatore quanto alla travestimento la natura reale del modello ritmico e metrico. Quando in dubbio, fine i vostri occhi!