CAPITOLO IV

CAPITOLO IV

LE PAROLE DEL POETA

“Le parole sono segni ragionevoli necessari per la comunicazione.„ JOHN LOCKE, comprensione umana, 3, 2, 1.

“Poichè le concezioni sono le immagini delle cose alla mente all'interno di se, così sono le parole o nomi i contrassegni di quelle concezioni alle menti di loro conversiamo con.„ DEL SUD, citato in dizionario del Johnson.

“Parola: un suono, o combinazione di suoni, utilizzata in qualsiasi lingua come il segno di una concezione, o di una concezione insieme ai relativi rapporti grammaticali…. Una parola è un segno parlato che è arrivato al relativo valore come utilizzato in tutta la lingua da una serie di cambiamenti storici e che tiene il relativo valore in virtù di uso, essendo esponendo a tali ulteriori cambiamenti, della forma e del significato, come l'uso può prescrivere….„ Dizionario di secolo.

“Una parola non è un cristallo--trasparente ed identicamente; è la pelle di un pensiero vivente e può variare notevolmente a colori ed il soddisfare secondo le circostanze ed il tempo in où è utilizzato.„ Giustizia OLIVER WENDELL HOLMES, Towne contro Eisner.

“Desidero che i nostri giovani poeti intelligenti abbiano ricordato le mie definizioni familiari di prosa e della poesia; cioè prosa = parole nel loro migliore ordine; --poesia = le migliori parole nel migliore ordine.„ COLERIDGE, colloquio della Tabella.

1. L'occhio e l'orecchio

La lingua “letteraria„ è comunemente distinta dalla lingua di vita ordinaria tramite i determinati heightenings o soppressioni. Il romanziere o il essayist, li lascia dire, adatta alla sua lingua più o meno in conformità con il suo proprio umore, al suo scopo immediato nella scrittura, con la capienza dei suoi lettori previsti. Sta discorrendo con un pubblico reale o immaginario sicuro. Può scriversi, come Montaigne ha detto, come se stesse comunicando con primo uomo sembra incontrarsi; o può scegliere di dedicareersi ai pochi alcoolici scelti della sua generazione e delle generazioni successive. Si fida dei simboli scritti o stampati arbitrari dei parola-suoni per trasportare sicuro i suoi pensieri nelle menti di altri uomini. L'utente “letterario„ della lingua nei tempi moderni viene a dipendere dalla pagina scritta o stampata; tende a diventare più o meno “eye-minded„; considerando che l'oratore tipico rimane “ear-minded„--cioè particolare sensibile ad una serie di suoni e di comporre per l'orecchio degli ascoltatori piuttosto che per l'occhio dei lettori.