CAPITOLO II

CAPITOLO II

LA PROVINCIA DI POESIA

“Di più che leggerà e che rileggerà gli impianti di grandi poeti, e di più studio le scritture di coloro che ho alcuno La teoria della poesia da disporre, il più sono ha convinto quello la domanda che cosa è la poesia? può essere risposto a correttamente soltanto se facciamo che cosa prende a precedenza di come la fa. “ J.A. STEWART, i miti di Platone

Nel capitolo precedente abbiamo tentato una breve indagine di alcune delle domande estetiche generali che si pongono ogni volta che consideriamo la forma ed il significato di di arti. Dobbiamo ora provare ad osservare più stretto il campo speciale della poesia, chiedenteci che come produce, che materiale impiega e come usa questo materiale per assicurare quegli effetti specifici quale tutti accosentiamo nel chiamare “poetico,„ tuttavia ampiamente possiamo differire l'uno dall'altro nella nostra analisi dei mezzi da cui l'effetto è prodotto.

Cominciamo con una verità. È ammesso universalmente che la poesia, come ciascuno di di arti, ha un campo dei relativi propri. Per fare funzionare esattamente la linea dell'ispettore intorno ai bordi di questo campo, determinanti che cosa appartiene ad esso piuttosto che alle arti vicine, è sempre difficile ed a volte impossibile. Ma il campo in se è evidentemente “là,„ in tutte le relative ricchezza e bellezza, comunque gli ispettori possono litigare amaramente circa le linee di contorno. (È bene di ricordarsi che gli ispettori professionisti essi stessi non possiedono questi campi o non allevano alcuni raccolti su loro!) Quanta ingegnosità di cartografia è stata votata a questa operazione di raggruppamento e della classificazione delle arti: distinguendo fra l'arte e di arti, fra l'artista, l'artigiano e l'artigianale; cercando di organizzare una gerarchia delle arti in base alla loro libertà relativa dall'estremità fissa, la loro complessità o comprensività relativo di effetto, il loro obbligo relativo di imitare o rappresentare qualcosa che esista in natura! Nessun cure particolarmente oggi circa tali argomenti di precedenza--come se le arti stessero camminando in una processione ecclesiastical con attenzione ordinata. Da un lato, ci è il riconoscimento sempre crescente della solidità della distinzione fatta da Lessing nel suo Laokoon: o i limiti della pittura e della poesia; vale a dire, quello di arti differisce, come mezzi di espressione, secondo la natura del materiale che impiegano. Cioè, “le tempo-arti„--come poesia e musica--occupar soprattutto delle azioni che riescono uno un altro a tempo. Le spazio-arti--pittura, scultura, architettura--occupar soprattutto dei corpi che coesistono nello spazio. Quindi ci sono alcuni oggetti che appartengono naturalmente nel gruppo “della pittura„ ed altri che appartengano come naturalmente nel gruppo “di poesia„. L'artista non dovrebbe “confondere i generi,„ o, citare ancora il Whistler, non dovrebbe spingere un mezzo più ulteriormente di andrà. La psicologia recente ha più o teoria tecnica del meno Lessing di ribaltamento della visione, [Nota a piè di pagina: Fe. Bryant, i limiti di scrittura descrittiva, ecc. Ann Arbor, 1906.] ma ha confermato il valore del suo conflitto principale quanto ai campi di varie arti.