“Che cosa abbiamo fatto, o piuttosto, dovrei dire,...
“Che cosa abbiamo fatto, o piuttosto, dovrei dire, che cosa abbiamo desiderato notare, ero soltanto un memorandum di un effetto di passaggio sulle colline che si situano prima di noi. Non abbiamo avuti idea di espressione, o di studio in alcun senso dell'oggetto per alcun uso futuro. Soltanto abbiamo avuti l'intenzione di notare velocemente questo affare e tutti avevamo usato le stesse parole da esprimere l'un l'altro che cosa abbiamo gradetto in esso. Ci erano grandi nubi che rotolano sopra le colline, lo schiarimento del cielo qui sopra, i puntini degli alberi e dell'acqua ed il meadow-land sotto noi e la terra si è ritirata improvvisamente prima di noi. Bene, i nostri tre abbozzi erano, in primo luogo, differenti dentro figura; dalle nostre differenze fisiche, o da un'abitudine di figure determinate di disegno di un'immagine, che in se solitamente indica--com'è noto, o dovete sapere--se stiamo sembrando lontani o vicini. Due erano oblunghi, ma delle proporzioni differenti; uno era più quasi un quadrato; la distanza contenuta al di destra e di sinistra era più piccola nel caso posteriore e, al contrario, nell'altezza su e giù--cioè, la parte di terra sotto e la parte di cielo qui sopra--era maggior. In ogni immagine le nubi sono state trattate con precisione differente e l'attenzione differente. In un'immagine il cielo aperto di cui sopra era l'intenzione principale dell'immagine. In due immagini il cielo superiore era di nessuna conseguenza--era le nubi e le montagne che sono state insistite su. L'illustrazione era la stessa, cioè, il General fa delle cose; ma ogni uomo aveva considerato involontariamente che cosa era il più interessante lui nella vista di tutto; e benchè la vista di tutto fosse che cosa ha significato rappresentare, ha avuto incosciente preferred una bellezza o un interesse delle cose differenti da che cosa il suo vicino ha gradetto.