Ha provato ancora nel passaggio ben noto dall'anello e dal...

Ha provato ancora nel passaggio ben noto dall'anello e dal libro:

“Così potete verniciare la vostra immagine, due volte mostrate la verità, Oltre il linguaggio figurato puro sulla parete,-- Così la nota dalla nota porta la musica dalla vostra mente E'en più profondamente che mai Beethoven si è tuffato,-- Così scrivere un libro significherà oltre i fatti, Bastare l'occhio e conservare l'anima accanto. “

Come il Whistler, l'autore di dieci in punto ed il creatore delle cose squisito belle, devono detestare quella linea finale! Ma Bosanquet definizione con attenzione incorniciata del bello, nella sua storia di Estetico, attività, come la brunitura, per registrare i reclami differenti di forma ed importanza: “Il bello è quello che ha l'espressività caratteristica o specifica per la percepire-percezione o immaginazione salvo stati di espressività generale o astratta nello stesso mezzo. „ Cioè, nella lingua meno filosofica, quello finchè osservate le leggi di bellezza convenzionale che appartengono al mezzo in cui state lavorando, potete essere espressivo o significativo come gradite. Ma l'artista deve essere obbediente ai termini del suo mezzo scelto di espressione; se stia componendo la musica o la poesia non deve rompere le leggi generali di musica o della poesia per tentare quell'impresa coraggiosa di salvataggio dell'anima.

4. L'uomo nell'opera d'arte

Benchè ci sia molto in questa materia del soddisfare e della forma che sta confondendo all'allievo della teoria estetica generale, ci è almeno una funzione della domanda che l'allievo della poesia deve afferrare chiaramente. È questa: ci è niente in tutta l'opera d'arte tranne che cosa un certo uomo ha messo là. Che cosa ha messo dentro è la nostra domanda soddisfatta; che figura ha messo in è la nostra domanda della forma. Nella lingua più tecnica del Bosanquet: “Un uomo è il termine centrale fra il soddisfare e l'espressione.„ Ci è indubbiamente un certo elemento di mistero in che cosa denominiamo potere creativo, ma questa è una parte di mistero dell'uomo. Non ci è mistero nel materiale dell'artista come tale: sta lavorando nei pigmenti o nel suono di vibrazione o dell'argilla o qualunque l'altro mezzo lui ha scelto. Le qualità e le possibilità di questo mezzo particolare lo affascinano, lo preoccupano. Viene, come diciamo, a pensare in termini di colore o ad allineare o suonare. Impara o può non imparare mai a tempo, come il Whistler lo ha offerto, “spingere un mezzo più ulteriormente di andrà. „ Il valore principale della discussione epoch-making del Lessing “sulle tempo-arti„ e “sulle spazio-arti„ nel suo Laokoon è consistito nell'enfasi posta sul materiale specifico delle arti differenti e quindi sulle occasioni varianti quale medio o un altro permette all'artista. Ma benchè la curiosità umana non si stanchi mai di esame delle possibilità inesauribili questo o di quel materiale, principalmente è interessato, dopo tutti, nell'uso di materiale poichè è stato modellato dalle barrette e dal cervello di un artista particolare. Il materiale è trasformato mentre attraversa il suo “negozio,„ in un certo tale senso come il ferro è trasformato nell'acciaio in un altoforno. Un apparecchio denominato “un trasformatore„ altera la lunghezza d'onda di una corrente elettrica e riduce l'alta pressione a pressione bassa, o l'inverso. Il cervello dell'artista sembra funzionare in un modo in qualche modo simile mentre rimodella il materiale lo ha fornito dai sensi e lo esprime nelle nuove forme. La poesia fornisce colpire le illustrazioni delle trasformazioni modellate nel crogiolo dell'immaginazione e noi dobbiamo esaminare dettagliatamente questi in un capitolo successivo. Ma può essere utile qui citare la testimonianza di due o tre artisti ed allora esaminare la base psicologica di questa funzione centrale della mente dell'artista.