In sua poesia intitolata “Pacchiarotto e come ha lavorato nella...

In sua poesia intitolata “Pacchiarotto e come ha lavorato nella tempera„, Il sig. Browning gira sui suoi critici, quale caratterizza As “i colleghi privilegiati, nei drabs, negli azzurri e nei colori gialli„ (alludendo alle coperture delle rassegne britanniche principali), e particolarmente su Alfred Austin, l'autore di quel lavoro di condanna all'ingrosso, “la poesia del periodo„ e le dà un suono e drubbing meritato. Alla fine dell'inizio dice: -- “Era “la grammatica„ in cui “lo avreste istruito„ -- , -- percorrendo persino in quel recinto chiuso Della lingua assegnata ad hoc, Con un impedimento ai vostri fetlocks, -- voi -- scorners Di me esente da tutti gli relativi quattro angoli? Era “la chiarezza delle parole che trasportano il pensiero?„ Ay, se le parole non avessero bisogno mai del enswathe aught Ma ignoranza, impudence, invidia E malizia -- i che parola-falciano allora vie Con il vostro per una chiarezza cristallina? Ma lo ha avuto da mettere in una piccola linea Alcuni hanno pensato grande ed il rimbalzo -- come noddle Dell'oca, sopportato cackle e waddle Ed il morso al tallone dell'uomo come oca-wont è, Non ha ritenuto mai la peste i relativi frontis gracili di OS -- Sapreste, poichè avete sibilato, sputato e polverizzato, “Il ciarlatano-ciarlatano„ della radura è emesso facilmente!„

In una lettera scritta al sig. W.G. Kingsland, in 1868, Il sig. Browning dice: -- “Posso fare dubitare piccolo che la mia scrittura è stata principalmente per molti dovrei essere soddisfatto troppo duro di comunicare con; ma ho provato mai designedly ad imbarazzare la gente, come alcuni dei miei critici hanno supposto. Da un lato, non ho finto mai di offrire letteratura come dovrebbe essere un sostituto per un sigaro o un gioco ai domino ad un uomo al minimo. Così, forse, nel complesso Supero i miei deserti e qualcosa -- non una folla, ma alcune Stimo più. “* -- * “brunire la società incarta„, III., il P. 344. --