III. “Oscurità„ del sig. Browning.

III. “Oscurità„ del sig. Browning.

Era lunga il MODO -- e quel modo ancora non è passato via -- con la scrematura i lettori e dei critici superficiali per incaricare il sig. Browning di essere “oscurar ostinato, unconscientiously trascurato, e perverso duro. “

Ci sono lettori e lettori. Un codice categoria, costituente, forse, non più di un decimo di un per cento, o una millesima parte del numero intero, “colto, il contrassegno, impara ed interiormente digerisce„; i novanta nove e le percentuali rimanenti di nove-decimi, con un'abitudine di lettura allentata ed indiscriminata, essere disuguale a la concentrazione continua di mente ha richiesto dall'più alta poesia, la lingua di cui è caratterizzato da un'economia severa dell'espressione -- una prossimità di struttura, derivando da l'energia ellittica di pensiero altamente caloroso.

La lettura è, forse, più superficiale all'oggi che esso era mai prima. Ci è una tentazione quasi irresistibile per per invertire “il multa del esse di legendum multum non„ di Quintilian, enorme come siamo con i libri, gli scomparti ed i giornali, quale nessun uomo può numerare e di quali migliaia e dieci di migliaia delle menti tentare di inghiottire su tutti che possano; ma, da volere di tutto il potere digestivo e d'assimilazione, sono pitiably famished ed ammortizzato.

Il sir John Lubbock ultimamente si è interessato alla preparazione di una lista di migliori cento libri ed a tale scopo ha sollecitato il sussidio di un certo numero di eruditi prominenti. Prof. Edward Dowden osservazioni subito dopo, in un articolo “sull'interpretazione di letteratura„, “sarebbe stato più vantaggioso per noi noi si era raccomandato come leggere qualsiasi del cento; per che cosa, effettivamente, esso importa se leggiamo i migliori libri o il più difettoso, se difettiamo del potere o l'istinto o l'abilità da cui per raggiungere il cuore di c'è ne di loro? I libri per la maggior parte dei lettori sono, poichè Montaigne dice, “un piacere languid„; e così devono essere, a meno che si trasformino in in poteri viventi, con una convocazione o una sfida per il nostro spirito, a meno che li abbracciamo o lottiamo con loro. “