Poesie più in anticipo del sig. Browning, “Pauline„ (lo denomina...

Poesie più in anticipo del sig. Browning, “Pauline„ (lo denomina nell'introduzione alla ristampa di esso in 1868 “un lavoro da ragazzo„, benchè esibisca il grande pensiero basale di tutta la sua poesia successiva), è stato pubblicato in 1833, quale da tempo ha prodotto il più grande corpo della poesia ha prodotto da tutto il un poeta in letteratura inglese; e la gamma di pensiero e di passione quale esibisce è maggior di quello di qualunque altro poeta, senza una singola eccezione, dai giorni di Shakespeare. Ed è il la maggior parte come Shakespeare nel suo interesse profondo in natura umana in tutte le relative varietà di i beni e il male. Comunque dotato davanti un intelletto potente, sottile ed agitato, ha durante la sua poesia voluminosa resa alla più forte protesta quello è stato fatto dentro attualmente contro intelletto puro. E la sua poesia ha, quindi, un valore particolare in un'età come il presente -- un'età che esibisce “uno stato di umanità quale si è gettato interamente sul relativo intelletto e sul relativo genio nella fisica ed ha fatto le meraviglie nella scienza e nell'invenzione dei materiali, ma a scapito del divinity interno. “È il cuore umano, cioè l'intuitivo, il lato non-discorsivo dell'uomo, con le relative speranze e le relative aspirazioni profetiche, in contrasto con l'analitico, la comprensione discorsiva, che è a lui un oggetto del più profondo e controllando interesse. Conosce quello le relative profondità più profonde sono “più profonde di è disceso mai il suono„; ma inoltre sa che è in queste profondità che vita i più grandi segreti devono essere cercati. Le filosofie excogitated tramite l'aiuto isolato di intelletto niente verso persino un'occhiata di questi segreti. In una delle sue poesie successive, quello ha autorizzato “la Camera„, ha annunciato e con forza ha annunciato, il suo senso di impossibilità di penetrare al santo di Holies di questo cuore umano meraviglioso, comunque assicurato poichè è che tutte le nostre speranze rispetto al destino dell'anima sono scaldati e serbati in cuore da che cosa si irradia di là. Cita, nell'ultima stanza di questa poesia, dal sonetto del Wordsworth sul sonetto, “con questa stessa chiave Shakespeare ha sbloccato il suo cuore, “ed allora aggiunge, “HA FATTO Shakespeare? In caso affermativo, meno lo Shakespeare lui! “