Ho abitato sul pensiero di Michelangelo come così indugiando oltre...

Ho abitato sul pensiero di Michelangelo come così indugiando oltre il suo tempo in un mondo il non suoi propri, perché, se uno è a distinguere il savour particolare del suo lavoro, lui deve essere avvicinato a, non tramite i suoi seguicamme, ma con suo predecessori; non attraverso i marmi del san Peter, ma attraverso il lavoro degli scultori del quindicesimo secolo sopra le tombe e gli altari della Toscana. È l'ultimo del Florentines, di quelli su chi il sentimento particolare di Firenze di Dante e Giotto disceso: è il rappresentante consumato del formar che il sentimento ha contenuto il quindicesimo secolo con gli uomini come Luca Signorelli e Mino [91] da Fiesole. Fino lui la tradizione del sentimento è ininterrotta, il progresso verso più sicuro e metodi più maturi di espressione del quel sentimento continuo. Ma suo ha professato i discepoli non ha ripartito questo temperamento; sono dentro amare con la sua resistenza soltanto e sembrare non ritenere la sua tomba e dolcezza temperata. Il Theatricality è la loro caratteristica del capo; e quella è una qualità come poco attribuibile a Michelangelo quanto a Mino o Luca Signorelli. Con lui, come con loro, tutto è serio, appassionato, impulsivo.

Questo discipleship di Michelangelo, questa dipendenza di suo dal la tradizione delle scuole fiorentine, in nessun posto è veduta più chiaro che nel suo trattamento della creazione. La creazione dell'uomo ha avuta ha frequentato la mente del Medio Evo come un sogno; e tessendolo in cento ornamenti intagliati di capitale o della porta, Gli scultori italiani presto avévano impressionato su esso quella gravidanza di espressione che sembra dargli molti significati velati. As con altre concezioni artistiche del Medio Evo, il relativo trattamento è diventato quasi convenzionale, passato sopra dall'artista all'artista, con leggeri cambiamenti, finchè è venuto ad avere quasi un indipendente e esistenza astratta dei relativi propri. Era caratteristico del mente medioevale così per dare un'esistenza tradizionale indipendente ad una concezione pittorica speciale, o ad una leggenda, come quella di Tristram o Tannhauser, o persino ai pensieri stessi e sostanza di un libro, come l'imitazione, di modo che nessun operaio potrebbe [92] esigere esso come suoi propri ed il libro, l'immagine, la leggenda, hanno avuti in se una leggenda e le relative fortune e un personale storia; ed è un segno del medievalism di Michelangelo, quello riceve così da tradizione la sua concezione centrale e fa ma aggiungere gli ultimi tocchi, nel trasferimento esso agli affreschi della cappella di Sistine.