NOTE

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Nessuno.

LUCA DELLA ROBBIA

[63] Gli scultori italiani della metà più iniziale del quindicesima il secolo è più dei precursori puri di grandi padroni del relativo chiudere e spesso raggiungere la perfezione, entro i limiti stretti che hanno scelto di imporre al loro lavoro. Le loro parti della scultura con le pitture di Botticelli e le chiese di Brunelleschi quello l'espressività profonda, quell'intimo impressiona di un indwelling anima, che è il fascino particolare dell'arte dell'Italia in quel secolo. I loro impianti molto sono stati trascurati e spesso quasi nascosto via in mezzo del frippery della decorazione moderna e veniamo con una certa sorpresa sui posti in cui il loro fuoco ancora bruci senza fiammaare. Si desidera per penetrare nelle vite degli uomini che hanno dato l'espressione così tanto a potere ed alla dolcezza. Ma è parte della riserva, della dignità austera e della semplicità del loro l'esistenza, quella i loro dati storici geralmente è persa, o è detta ma brevemente. A partire dalle loro vite, come dal loro lavoro, tutto il tumulto del suono ed il colore è passato via. Mino, Raphael della scultura, Maso del Rodario, di cui gli impianti aggiungono una tolleranza ulteriore [a 64] chiesa di Como, Donatello persino,--si chiede invano più di un profilo oscuro dei loro giorni reali.

Qualcosa più resti del della Robbia di Luca; qualcosa più di una storia, dei cambiamenti e delle fortune esterni, è espresso attraverso il suo lavoro. Suppongo che niente porti l'aria reale della a Città toscana così chiaro alla mente come quelle parti di blu-chiaro e terraglie bianche, da cui è il più noto, come i frammenti di il cielo latteo in se, caduto nelle vie fredde e nella rottura nelle chiese scurite. E non c'è nessun lavoro meno imitabile: come Toscano vino, perde il relativo savour una volta mosso dal relativo luogo di nascita, dal pareti di sbriciolatura in cui in primo luogo è stato disposto. Parte del fascino di questo lavoro, la relativa tolleranza e purezza ed il rivestimento dell'espressione, è terreno comunale a tutti gli scultori toscani del quindicesimo secolo; per Luca era primo di tutti un l'operaio in marmo ed i suoi impianti in terra trasferimento del cotta soltanto in un materiale differente i principi di suo scultura.