Botticelli ha vissuto in una generazione di naturalisti e potrebbe...

Botticelli ha vissuto in una generazione di naturalisti e potrebbe avere stato un naturalista puro fra loro. Ci sono tracce abbastanza dentro il suo lavoro di quel senso attento delle cose esterne, che, in immagini di quel periodo, materiali di riempimento i prati inglesi con la vita fragile creature ed i pendii di collina con gli stagni di acqua e gli stagni di acqua con le canne flowering. Ma questo non era abbastanza per lui; lui è un pittore immaginario e nel suo visionariness assomiglia a Dante. Giotto, il compagno provato di Dante, Masaccio, Ghirlandajo persino, fa ma trascrive, con più o meno raffinamento, l'immagine esterna; sono pittori drammatici e non immaginari; sono gli spettatori quasi impassibili dell'azione prima di loro. Ma il genio di cui Botticelli è il tipo usurpa i dati prima di esso come l'esponente delle idee, gli atteggiamenti, le visioni dei relativi propri; in questo interessarlo gioca veloce e si slacciano con quei dati, rifiutando alcuno e [54] isolando altri e sempre unendole di nuovo. A lui, quanto a Dante, alla scena, al colore, all'immagine esterna o al gesto, viene con tutta la relativa realtà incisiva ed importuna; ma si sveglia dentro lui, inoltre, da una certa legge sottile della sua propria struttura, un umore quale sveglia in nessun altro, di cui è il doppio o ripetizione e che copre, che tutti possono ripartirli, con la circostanza visibile.

Ma proviene abbastanza lontano dall'accettazione dell'ortodossia convenzionale di Dante che, facendo riferimento tutta l'azione umana alla formula semplice del purgatory, il cielo e l'inferno, lascia un elemento insolubile di prosa nelle profondità di poesia del Dante. Un'immagine di suo, con il ritratto del donatore, Matteo Palmieri, sotto, ha avuto l'accreditamento o discredito di attrazione deuna certa ombra della censura ecclesiastical. Questo Matteo Palmieri, (due figure fioche movimento nell'ambito di quel nome dentro la storia contemporanea,) era l'autore reputato di una poesia, ancora inedito, La Citta Divina, che ha rappresentato la razza umana As un'incarnazione di quegli angeli che, nella sommossa di Lucifer, erano nè per Jehovah nè per i suoi nemici, una fantasia di quello più presto Filosofia Alexandrian circa cui l'intelletto fiorentino in quel secolo era così curioso. L'immagine del Botticelli può essere soltanto uno di quelle composizioni esperte in cui religiose la fantasticheria ha registrato le relative impressioni di varie forme di esistenza beatified--Glorias, come sono state denominate, come quello [55] in cui Giotto ha verniciato il ritratto di Dante; ma era in qualche modo ritenuto sospetto di incorporazione in un'immagine del sogno ribelle di Palmieri e la cappella in cui ha appeso erano chiusi. Artisti così intero come Botticelli essere solitamente trascurato circa filosofico teorie, anche quando il filosofo è un fiorentino del quindicesimo secolo e suo lavoro una poesia in rima di terza. Ma Botticelli, che ha scritto un commento su Dante ed è diventato il discepolo di Savonarola, può bene avere ha lasciato tali teorie venire e andare attraverso lui. Allineare o falso, la storia interpreta gran parte del sentimento particolare con cui infonde il suoi profano e sacro persone, comely ed in certo senso come gli angeli, ma con la a senso di spostamento o di perdita circa loro--il wistfulness di esuli, coscienti di una passione e di un'energia più maggior affatto conosciuto l'emissione di loro spiega, che funzionamenti attraverso tutto il suo lavoro vario con un sentimento di malinconia ineffable.