Il oration che Pico ha composto per l'apertura di questo...

Il oration che Pico ha composto per l'apertura di questo il torneo filosofico ancora [40] rimane; il relativo oggetto è dignità della natura umana, la grandezza dell'uomo. Il in comune con quasi tutta la speculazione medioevale, molta di scrittura del Pico ha questa per la relativa direzione; ed il in comune anche con esso, teoria del Pico di quello la dignità è fondata su un'idea sbagliata del posto in natura entrambe della terra e dell'uomo. Per Pico la terra è il centro del universo: ed intorno esso, come punto fisso e immobile, il sole e la luna e le stelle girano, come i servi o i ministri diligenti. E in mezzo a tutto è uomo, nodus et mundi disposti del vinculum, il legame o il copula del mondo e “l'interpretatore della natura„: quell'espressione famosa di pancetta affumicata realmente appartiene a Pico. Tritum est in scholis, dice, mundum del minorem del hominem del esse, in quo ex coelestis del corpus et di spiritus di elementis di mixtum et plantarum vegetalis di anima et sensus di brutorum et rapporto et mens dell'angelica et Conspicitur di similitudo di Dei: --“È un ordinario delle scuole quell'uomo è un piccolo mondo, in cui possiamo discernere un corpo mescolato degli elementi terrosi e dell'alito etereo e durata di verdure delle piante ed i sensi degli animali più bassi e motivo e l'intelligenza degli angeli e una somiglianza al dio. “

Un ordinario delle scuole! Ma forse ha avuto alcuno nuovo importanza ed autorità, quando gli uomini hanno sentito uno come Pico ripeterlo; e, per quanto la relativa base sia falsa, la teoria ha avuta relativo uso. Per questa alta dignità dell'uomo, così introducendo la polvere al di sotto dei suoi piedi nella comunione ragionevole con [i 41] pensieri ed affetto del gli angeli, sono stati supposti per appartenere a lui, non come rinnovato dalla a sistema religioso, ma dai suoi propri diritti naturali. La proclamazione di esso era un counterpoise alla tendenza aumentante di medioevale religione per svalutare la natura dell'uomo, per sacrificare questo o quello elemento in esso, renderlo imbarazzato di se, per mantenere la degradazione o incidenti dolorosi di esso sempre in vista. Ha aiutato l'uomo in avanti a quel reassertion di sè, quella riabilitazione della natura umana, il corpo, i sensi, il cuore, l'intelligenza, che La rinascita compie. Ma per leggere una pagina di una di Pico i libri dimenticati è come un'occhiata in uno di quelle antiche sepulchres, su cui il vagabondo in terre classiche ha a volte inciampato, con i vecchi ornamenti in disuso e mobilia di un mondo interamente diverso di il nostro ancora freschi in loro. Quello l'intera concezione della natura è così differente dai nostri proprie. Per Pico il mondo è un posto limitato, limitato dalle pareti a cristallo reali e un firmament materiale; è come un giocattolo verniciato, come quel programma o sistema del mondo, tenuto, come un grande obiettivo o schermo, nelle mani dei marchi creativi, da quale il padre ha fatto tutte le cose, in una degli affreschi più in anticipo del Campo Santo a Pisa. Quanto differente da questo sogno puerile proviene la nostra propria concezione della natura, con il relativo spazio illimitato, i relativi soli innumerevoli e la terra ma un mote dentro il fascio; quanto differente il nuovo timore sconosciuto, o superstizione, con quale riempie le nostre menti! “Il silenzio di quelli infiniti spazi, “[42] dice Pascal, contemplando una notte dello starlight, il silenzio di quegli spazi infiniti lo terrorizza ": -- M'effraie di infinis dei espaces del de ces del eternel del Le silence.