INTRODUZIONE

INTRODUZIONE

[vii] Molti tentativi sono stati fatti dai produttori su arte e sulla poesia a definire la bellezza nell'estratto, per esprimerlo nel più generale termini, trovarle una certa formula universale per. Valore di questi i tentativi è stato il più spesso nell'indicativo e penetrante le cose hanno detto a proposito. Tali discussioni li aiutano pochissimo a godere di che cosa è stato buono - fatto nell'arte o nella poesia, per discriminare fra che cosa è più e che cosa è meno eccellente in loro, o usare le parole gradicono la bellezza, merito, arte, la poesia, con un più preciso significando che avrebbero al contrario. Bellezza, come tutto l'altra le qualità presentate ad esperienza umana, è relative; e la definizione di esso diventa unmeaning ed inutile in proporzione a la relativa astrattezza. Per per definire bellezza, non in nei termini più astratti ma più concreti possibili, per trovare il non relativo universale formula, ma la formula che esprime il più adeguatamente questa o quella [viii] manifestazione speciale di esso, è lo scopo dell'allievo allineare dell'estetica.

“Per vedere l'oggetto mentre in sé realmente è,„ giusto è stato detto di essere lo scopo di tutta la critica allineare qualunque ed in estetico la critica il primo punto verso vedere il suo oggetto poichè realmente è, è di conoscere la sua propria impressione mentre realmente è, per discriminarla, per realizzarla distintamente. Gli oggetti di cui la critica estetica si occupa--forme artistiche e compiute di musica, di poesia, di essere umano vita--sono effettivamente le prese a parete di tanti poteri o forze: possedere, come i prodotti della natura, tante virtù o qualità. Che cosa è questa canzone o immagine, questa personalità d'aggancio presentata nella vita o in un libro, a me? Che effetto realmente produce su me? Mi dà il piacere? ed in caso affermativo, che specie o grado piacere? Come è la mia natura modificata dalla relativa presenza e sotto la relativa influenza? Le risposte a queste domande sono l'originale fatti cui il critico estetico riguarda; e, come nello studio su luce, delle morali, del numero, si deve realizzare tali dati primari per il suo auto, o per niente. E lui che sperimenta questi impressioni forte ed azionamenti direttamente alla distinzione e l'analisi di loro, non ha necessità di disturbarsi con domanda astratta che bellezza è in sé, o che cosa il relativo esatto rapporto a verità o [IX] ad esperienza--domande metafisiche, As non redditizio come domande metafisiche altrove. Può passare loro tutti vicino come essendo, rispondente o non, di nessun interesse verso lui.