È indubbiamente uno di grandi servizi del Aristotle...

È indubbiamente uno di grandi servizi del Aristotle che ha concepito così chiaro la verità che la letteratura è una cosa che si sviluppa ed ha una storia. Ma non c'è sempre nessun produttore, certamente nessun produttore antico, vigilante. A volte Aristotle analizza i suoi termini, ma li prende molto spesso per assegnato; e nel caso posteriore, penso, lui sono a volte ingannato da loro. Così ci sembrano essere casi dove è stato influenzato nelle sue concezioni della tragedia di quinto-secolo dalla pratica del suo proprio giorno, quando l'unica forma vivente di dramma era la nuova commedia.

Per esempio, come abbiamo notato sopra, la tragedia allineare aveva preso sempre il relativo materiale dai miti sacri, o le saga eroiche, che al Greco classico hanno costituito la storia. Ma la nuova commedia era nell'abitudine di invenzione dei relativi diagrammi. Di conseguenza cadute del Aristotle nel utilizzare i mythos di parola praticamente nel senso “del diagramma„ e nella scrittura al contrario in un senso che è inadatto alla tragedia del quinto secolo. Dice che la tragedia aderisce “ai nomi storici„ per un motivo estetico, perché che cosa è accaduto è ovviamente possibile e quindi convincente. Il motivo reale era che il dramma ed il mito erano semplicemente due espressioni differenti dello stesso nocciolo religioso (P. 44). Di nuovo, dice del coro (P. 65) quel esso dovrebbe essere parte integrante del gioco, che è allineare; ma inoltre dice che il it dovrebbe essere considerare come uno del actors', che mostra in ché misura il coro in suo giorno era guasto e la relativa tecnica dimenticata. Aveva perso il senso di che cosa il coro era nelle mani di grandi padroni, dice nel Bacchae o nel Eumenides. Si sbaglia, ancora, l'uso di quell'epifania di un dio che è frequente all'estremità di singoli giochi di Euripides e che sembra essere ugualmente così all'estremità delle trilogie di Aeschylus. Perdendo la vita tradizione, vede nè l'origine rituale nè il valore drammatico di queste epifanie divine. Pensa ai dei convenienti e le astrazioni che a volte hanno parlato i prologues di nuova commedia ed immagina che il dio compaia per disfare il diagramma. In effetti, in un gioco che cita spesso, il Iphigenia Taurica, il diagramma realmente è storto alla fine per dare un'occasione per l'epifania. [1]