La risposta a questa è doppia. In primo...
La risposta a questa è doppia. In primo luogo, uno può sollecitare (1) che la censura non tocca l'arte del poeta drammatico, ma soltanto quello del suo interpretatore; per esso è molto possibile per eccedere gesturing anche in una recital epica, come ha fatto Sosistratus ed in un concorso di canto, come ha fatto Mnasitheus dell'opera. (2) che si non dovrebbe condannare tutto il movimento, a meno che uno significhi condannare persino il ballo, ma soltanto quello della gente ignoble--quale è il punto della critica passata su Callippides ed in oggi su altri, quel le loro donne non sono come i gentlewomen. (3) che la tragedia può produrre il relativo effetto anche senza movimento o azione appena nello stesso senso della poesia epica; per dalla lettura pura di un gioco la relativa qualità può essere veduta. In modo che, se è superiore sotto tutti gli altri aspetti, thi.e.ement dell'inferiorità non sia una parte necessaria di esso.In secondo luogo, si deve ricordarsi (1) che la tragedia ha tutto che l'epica abbia (persino il tester epico che è ammissibile), insieme ad un'aggiunta non irrilevante sotto forma della musica (un fattore molto reale nel piacere del dramma) e dello spettacolo. (2) che la relativa realtà della presentazione è ritenuta nel gioco come colto, così come nel gioco come comportato. (3) che l'imitazione tragica richiede meno spazio per il raggiungimento della relativa estremità; quale è un grande vantaggio, poiché l'effetto concentrato è più piacevole di uno con una grande mescolanza di tempo di diluirla--considerare il Oedipus di Sophocles, per esempio e l'effetto di ampliamento esso nel numero delle linee del Iliad. (4) che ci è meno unità nell'imitazione dei poeti epici, come è dimostrato dal fatto che tutto il un lavoro di loro fornisce la materia per parecchie tragedie; il risultato che è che, se prendono che cosa è realmente un ad un piano, sembra brusco una volta brevemente detto e si assottiglia e waterish quando sulla scala della lunghezza usuale con il loro verso. Nel dire che ci è meno unità in un'epica, significo un'epica composta di una pluralità di azioni, allo stesso modo del Iliad e l'odissea ha molte tali parti, ciascuna di loro in sé di una certa grandezza; tuttavia la struttura delle due poesie omeriche è perfetta quanto può essere e l'azione in loro è quasi quanto l'un'azione possibile. Se, allora, la tragedia è superiore in questi rispetti ed anche oltre a questi, nel relativo poeti.e.fect (poiché le due forme di poesia dovrebbero dare noi, non affatto o ogni piacere, ma il genere che molto speciale abbiamo accennato), esso è chiara che, come raggiungendo il poeti.e.fect più meglio di l'epica, sarà l'più alta forma di art.