II. L'più importante dei sei è la combinazione...

II. L'più importante dei sei è la combinazione degli avvenimenti della storia.

Tragedia i.e.sentially un'imitazione non delle persone ma di azione e di durata, di felicità e di miseria. Tutta la felicità o miseria umana prende l'azione; l'estremità per cui viviamo è un determinato genere di attività, non una qualità. Characte.g.ves noi qualità, ma esso è nelle nostre azioni--che cosa facciamo--che siamo felici o l'inverso. In un gioco non si comportano di conseguenza per illustrare i caratteri; comprendono i caratteri per l'azione. In modo che sia l'azione in esso, cioè la relativa favola o diagramma, che sono la conclusione e lo scopo della tragedia; e l'estremità i.e.erywhere la cosa principale. Oltre a questa, una tragedia è impossibile senza azione, ma ci può essere una senza carattere. Le tragedie di la maggior parte dei moderns sono characterless--un difetto comune fra i poeti di tutti i generi e con le relative controparti nella verniciatura in Zeuxis rispetto a Polygnotus; per mentre l'ultimo è forte nel carattere, il lavoro di Zeuxis è privo di esso. Ed ancora: uno può mettere insieme insieme una serie di discorsi caratteristici di massimo rivestimento per quanto riguarda dizione e pensiero, ma non riesce a produrre il tragi.e.fect allineare; ma uno avrà successo molto migliore con una tragedia che, comunque inferior in questi rispetti, ha un diagramma, una combinazione di avvenimenti, in esso. Ed ancora: gli elementi più potenti dell'attrazione nella tragedia, nel Peripeties e nelle scoperte, fanno parte del diagramma. Una prova ulteriore è nel fatto che i principianti riescono più presto con la dizione ed i caratteri che con la costruzione di una storia; e lo stessi possono essere detti di quasi tutti i drammaturghi in anticipo. Effettuiamo, quindi, che il primo essenziale, la durata e l'anima, per così dire, della tragedia sono il diagramma; e che i caratteri vengono in secondo luogo--confrontare il parallelo nella pittura, in cui i colori più bei posti sopra senza ordine non daranno uno lo stesso piacere come abbozzo in bianco e nero semplice di un ritratto. Effettuiamo che la tragedia è soprattutto un'imitazione di azione e che è pricipalmente per l'azione che imita gli agenti personali. Il terzo viene l'elemento di pensiero, cioè il potere di dire qualunque può essere detto, o che cosa è adatto all'occasione. Ciò è che cosa, nei discorsi nella tragedia, rientra nelle arti delle politiche e della retorica; per i poeti più anziani fare i loro personages discorrere come gli statisti e i moderns come i rhetoricians. Uno non deve confonderlo con il carattere. Il carattere in un gioco è quello che rivela lo scopo morale degli agenti, cioè la specie della cosa che cercano o che evitano, dove quella non è evidente--quindi non ci è stanza per il carattere in un discorso su un oggetto puramente indifferente. Il pensiero, da un lato, è indicato in tutti che dicano quando dimostri o confutando un certo punto particolare, o enunciando una certa proposta universale. Il quarto fra gli elementi letterari è la dizione dei personages, cioè come prima dello spiegato di, l'espressione dei loro pensieri nelle parole, che è praticamente la stessa cosa con il verso di con prosa. Per quanto riguarda le due parti restanti, la melodia è il più grande degli accessori piacevoli della tragedia. Lo spettacolo, benchè un'attrazione, sia il meno artistico di tutte le parti ed ha minimo da fare con l'arte della poesia. Il tragi.e.fect è abbastanza possibile senza prestazione pubblica ed attori; ed inoltre, ottenere-in su dello spettacolo è più un aspetto per il costumier che il poeta.