1840. I mich gemahnen Oft, nichts del auf Erden del...

1840. I mich gemahnen Oft, nichts del auf Erden del ich di haette di als thun di zu del mehr, dann del wuenschte del ich del und, moechte di Gervinus il recht haben, indem er, erzaehlte di Georg MIR del wie, MIR einen baldigen Zusammenbruch und Tod prophezeite.[150]

1842. Wolluestiges Heimweh del ein del habe di Ich, in zu di Deinen Armen sterben. [151]

1843. Il sind di Selig muore Betaeubten! il sind del seliger del noch muore Toten! [152]

1844. Nel leisem Rauschen di Waldes di dieses Gli IST MIR, ich Kunde del hoer di als wehen, Dass alles Sterben und Vergehen Nur heimlichstill vergnuegtes Tauschen.[153]

Se cerchiamo per il tema ricorrente di Weltschmerz del Lenau, dovremmo certamente dovere indicarlo come il _transientness di life_. Così nella poesia “morire Zweifler,„ lui exclaims:

Vergaenglichkeit! wie rauschen deine Wellen Fortificazione del DES Lebens del labirinto del weite del Durch! [154]

Dieci per cento, dei titoli dell'orso delle liriche di tutto il Lenau che direttamente esprimono o suggeriscono questo pensiero, come per esempio, “Vergangenheit,„ “Vergaenglichkeit,„ “tote Glueck di Das,„ “und Jetzt di Einst,„ “Aus! ,„ “Eitel Nichts,„ “Verlorenes Glueck,„ “Welke Rosa,„ “Vanitas,„ “Scheiden,„ “Scheideblick,„ e simili; mentre meno in di settantuno per il centesimo delle sue liriche là è allusioni, più o meno dirigono, verso questo la stessa idea, che mostra oltre un dubbio quanto grande una componente esso deve essere dell'umore caratteristico del poeta.

Se Hoelderlin, l'idealista, giudica le cose che sono, secondo il suo livello delle cose come _ought a be_, Lenau, da un lato, le misurano dalle cose che been_ del _have.