Mancanza di autolimitazione, così spesso caratteristica del poeta di Weltschmerz,...
Mancanza di autolimitazione, così spesso caratteristica del poeta di Weltschmerz, non era più grande difetto del Hoelderlin. Ma se la sua devozione intensa a Susette sia rimanere undebased dai desideri sensuali, come sappiamo ha fatto, questo non era solamente dovuto la pratica di autolimitazione eroica, ma deve essere attribuito in parte al fatto che quel lato della sua natura era interamente secondario ai suoi più alti ideali; e queste erano sempre una più forte passione con Hoelderlin che il suo amore. In modo che Diotima il giudizio di Hyperion è corretto quando dice: “Della O es di IST ganz così il natuerlich, dass Du nimmer lieben il willst, weil Deine che Wuensche groessern verschmachten. “[67] questa considerazione immediatamente costringe un confronto con Lenau, che deve essere rinviato, tuttavia, fino al capitolo successivo. Questo anno e mezzo a Francoforte era indubbiamente il periodo più felice di sua intera vita. Gli ha portato una serenità della mente che non ha avuto mai prima del noto di. Ardente era la risposta denominata avanti dalla sua devozione, ma la relativa influenza era sana--soothing ai suoi nervi sensibili. E perché era complessivamente più un sublime che una passione terrena, si è conceduto in esso con una coscienza vuota dell'offesa. Indubbiamente descrive correttamente l'influenza dei suoi rapporti con Diotima sulla sua vita in cui scrive: “Ich Dir prudente, lieber Neuffer! DEM del auf dello scomparto del ich Wege, zu di Knabe del guter del recht del ein werden…. desiderio del voll di IST di Herz del mein, erhaelt di Leben del gluecklich del mein di Schicksal MIR del heilige di das del wenn del und, così bisher di als del thun di zu del mehr del kuenftig del ich del hoff. “[68] ma la vita felice non erano a continuare lungamente. Maleducato la tazza era tratteggiata dalle sue labbra ed il dolore del poeta ha intensificato tramite un nuovo disappunto--l'più amaro di tutti che sperimenti. Lo ha riempito di pensieri di vendetta, che era impotente per eseguire. Non ci può essere domanda che se il suo amore per Susette era stato di un ordine meno etherial, meno una cosa dell'anima, lui avrebbe ritenuto molto di meno amaramente interferenza violenta del suo marito. Ma rinviando alla poesia “Hyperion,„ per mentre tali noi possono considerarli, troviamo in esso l'espressione più completa dell'atteggiamento che il poeta, nel suo Weltschmerz, ha ammesso verso la natura. La natura è la sua costante compagno, madre, comforter nel dispiacere, nei suoi momenti più luminosi suo divinità. Questo natura-adorare, che si sviluppa veloce di più o in meno pantheism costante, Hoelderlin esprime nella lettera del Hyperion secondo, nella seguente dottrina religiosa: “Il allem del mit del sein di zu di Eines, era lebt, nel seliger Selbstvergessenheit wiederzukehren l'Istituto centrale di statistica tutto il der Natur, il und Freuden, IST di Gedanken del der di Gipfel del der di IST di das di das muore il heilige Bergeshoehe, il ewigen Ruhe del der di Ort del der. „ [69] e così la natura è a Hoelderlin sempre intensamente reale e personale. Il mare è giovanile, pieno della gioia esuberante; i mountain-tops sono promettenti e sereni; con le grida di gioia il flusso si lancia come un gigante giù nelle foreste. Qui e là suo la personificazione della natura diventa ancor più notevole: “Ich del und della O das Morgenlicht, entgegen dei uns di gingen del wir, versoehnte Freunde del wie. „ [70] ancora più intensa è questa sensibilità dell'intimità personale, quando exclaims: “O selige Natur! il nicht dei weiss del ich, il geschiehet del wie MIR, il mein Auge erhebe von deiner Schoene, IST del ich del wenn del DES Himmels di desiderio del alle del aber in tana Thraenen, muore il dir di vor di weine del ich, il der Geliebten di Geliebte vor del der. “[71] è importante allo scopo del confronto, notare quello nonostante il suo Weltschmerz intenso, nel suo trattamento della natura Hoelderlin non fa selezionare soltanto le relative funzioni tenebrose o terribili. La luce e lo schermo alternano nelle sue descrizioni e soltanto qui e ci sono i precedenti interamente unrelieved. Il temporale è a lui un erogatore delle energie divine fra la foresta ed il campo, neppure le stagioni del declino ed il deperimento non sono lasciati senza sole: “il der del auf stummen entblaetterten Landschaft, il je di als dello schoener di Himmel del der del wo, il und Sonnenschein um del mit Wolken muore il herbstlich schlafenden lo spielte di Baeume. „ [72] l'un passaggio “in Hyperion„ sopporta così colpendo una rassomiglianza, tuttavia, alla caratteristica del Lenau natura-immagini, quella sarà data dentro in pieno--anche se persino qui, quando il buio del suoi dispiacere e disappunto stava approfondicendo costantemente, non riesce a derivare la comodità dal sole caldo, un pensiero per cui noi dovrebbe probabilmente osservare invano, ha avuto Lenau verniciato l'immagine: “Der Gegend di Huegel del einem del auf del mit Alabanda del sass di Ich, nel abgefallenem Laube del mit del vento del der dello spielte dei uns di um del und del waermender Sonn', del lieblich. Stumm di guerra della terra di Das; lo stuerzender Baum, il gefaellt di Landmann del vom, und del ein del ertoente im Wald del da del und del hie del nur neben il ruhige Meer dell'Istituto centrale di statistica del hinab di Regenbach del vergaengliche del der del murmelte dei uns. „ [73]