ordini. Ed ora, placcato in un abito monkish scuro, sfavorito...
ordini. Ed ora, placcato in un abito monkish scuro, sfavorito di tutta la libertà di pensiero o di movimento e forzato in compagnia con venticinque o trenta colleghi della sua propria età, che quasi tutti lo hanno compreso male, Hoelderlin si è ritenuto sventurato effettivamente. “Il ferne von del ewig del doch del ich di Waer diesen il DES Elends di Mauern!„ scrive in una poesia a Maulbronn in 1787. [18] Ci era per lui ma one-way della fuga. Era di isolarsi il più possibile dal mondo di dura realtà circa lui, di essere sola e là nella sua solitudine per costruire per sè un mondo ideale con immaginazione, un dreamland poetico. Questa abitudine mentale non solo è rimanere con lui mentre si è sviluppato in virilità, esso può essere detta di avere luogo con durata una della sua distinzione delle caratteristiche. Sarebbe impossible da fare la stanza qui per tutti i passaggi nelle sue poesie e lettere di questo periodo, che riflettono il suo amore di solitudine e la sua abitudine di ritirata in un mondo della sua propria immaginazione. Le sue lettere al suo amico Nast quasi contenere invariabilmente una certa espressione del suo heart-ache. “IST di Bilfinger il mein Freund, il gluecklich di zu del ihm del geht del aber es, il nach MIR del wohl del sich dei dass di als er umsehen il moechte. Lo schon del mich del Du wirst verstehen--er lustig del immer di IST, tana Kopf del immer del haenge del ich. “[19] un'altra lettera comincia: “Eine di Wieder Wegphantasiert di Stunde! --il doch dei dass es in modo da il giebt di Menschen dello schlechte, unter meinen di Cameraden il elende Kerls così--il mich del wann muore il nicht di Freundschaft zuweilen il machte dell'intestino del wieder, in modo da il lieber manchmal dello schon del mich del ich del haett un gewuenscht andern di Ort di jeden, il unter Menschengesellschaft di als. --Il recht einmal Lustiges di etwas di Auch del nur del ich di Wann schreiben il koennte! Nur Gedult! “il wird di s kommen--ich del hoff„, oder--getragen del genug del nicht del dann del ich del hab del oder? Als Bube dello schon del nicht del ich di Erfuhr, era la tana Mann seufzen machen il wuerde? als Juengling, besser del und del da dei geht? --Du lieber Gott! allein del denn dei ich dello scomparto? ich di als del gluecklicher del andre del jeder? Und era dann del ich del hab gethan? „ [20] Ci è un mondo di pathos in questo grido impotente di dolore, con il relativo suggerimento del destino retributive. Una poesia di 1788, “muore Stille,„ scritto a Maulbronn, simboleggia quasi tutto che finora abbiamo notato quanto alla natura del Hoelderlin. Va indietro nell'immaginazione ai giorni di suo infanzia, descrivente i suoi rambles soli, da cui rinvierebbe nella luce della luna, incuranti del suo ritardo per il pasto di sera, a cui mangierebbe frettolosamente di quello che gli altri avévano lasciato: