Così lo studio sulla poesia è lo studio...

Così lo studio sulla poesia è lo studio su vita, perché la poesia è l'interpretazione di vita. La poesia non è uno strumento puro per la promozione del godimento; soltanto non abbaglia l'immaginazione e non eccita le emozioni. Con le emozioni e l'immaginazione entrambe interpreta la vita ed i ministri a vita. Quando il critico tenta di esprimere quella verità, cioè, per interpretare l'interpretatore, che può fare soltanto traducendo la poesia in prosa e la lingua dell'immaginazione ed emozione in quella di filosofia, distrugge la poesia nel processo, molto come il botanico distrugge il fiore nell'analizzarlo, o il critico musicale la composizione nel districare le relative melodie intrecciate e nella spiegazione del maturo della relativa struttura armonica. L'analisi, se di musica, arte, o la poesia, deve essere seguita da una sintesi, che, a titolo del caso, può essere compiuta soltanto dall'ascoltatore o dal lettore per sè. Tutto che possa fare qui è di illustrare questo rivelatorio carattere di poesia da alcuni riferimenti alle poesie che questo volume contiene. Non tento di spiegare il significato di queste poesie; quella è un'operazione abbastanza impossibile. Tento soltanto di indicare che hanno un significato, quello sotto la loro bellezza della forma sono una profondità della verità quale dichiarazione filosofica in prosa non può interpretare, ma l'essenza di cui tale dichiarazione può servire a suggerire. Non desidero esporre la verità di vita che è contenuta nel verso del poeta; Desidero soltanto indicare che il poeta dal suo verso riveli una verità di vita quale il critico non può esprimere e che è per questo motivo preponderante che una tal collezione di poesia come questa è meritare dello studio del lettore.

Se per esempio l'allievo si gira verso un volume come l'etica cristiana del Newman Smyth “,„ troverà là un attento comunque condensato discussione sull'a destra ed errato del suicidio. È freddo, intenzionale, filosofico. Ma non dà suggerimento il minimo della condizione reale dell'uomo che sta riflettendo all'interno di sè se commetterà il suicidio o no; nessun suggerimento delle discussioni reali che passano in ombra con la sua mente: --la stanchezza di vita che lo ordina per concludere tutti; terrore del mistero e la nerezza e la notte senza nome e indefinable in où la morte li trasporta, che lo incita ad esitare. Se realmente capiamo la mente del suicidio, non soltanto la mente del filosofo freddo dibattendo il suicidio, dobbiamo girarci verso il poeta.