Sopra i monticelli levati in piedi le ortiche nell'orgoglio, ...
Sopra i monticelli levati in piedi le ortiche nell'orgoglio, E, dove nessun'indennità fiorisce, là le erbacce gentili hanno osato fluttuare; È sembrato ma come ieri pone dal mio lato, Ed ora il mio cane ha mangiato dell'erba sulla sua tomba.Ha leccato la mia mano che si domanda per vederlo muse così, E desiderato condurrei sul viaggio o sulla casa, Come se non un momento della molla sia di andare Nella nidiata; ma mi sono levato in piedi, se il suo spirito potesse venire
E dirmi la sua vita, poiché gli abbiamo lasciato quel giorno Nella bara lilied bianca e piovuto giù le nostre rotture; Ma la tomba non ha tenuto risposta, benchè lungamente dovrei rimanere; Quanto sconosciuto che questa argilla dovrebbe mescolare con suo!
Così ho denominato il mio buon cane e sono andato sul mio senso; Lo spirito della gioia ha lucidato allora in ogni fiore che sono andato vicino, E libero come mezzogiorno, in bosco ceduo ed in ley, Il suo sorriso albeggiante del dolce ed il suo occhio viola!
APRILE BYEWAY
Amico quale non ho veduto mai, tuttavia più caro amico, Essere con me ora che viaggio sul byeway In aprile ' mese ed umore di s: i nostri punti piegheranno Dalla fucina chiusa con la relativa fronte dell'attico Il tondo munito con i molti un felly e un crackt ara: E contrassegneremo in suo grembiule bianco il laminatoio Distante diritto, lungamente intorpidetto a qualsiasi vento, Che nei suoi crannies si addolora e lo ha bisogno ancora; Ma ora ci non è alcun grano da frantumare, E perfino il padrone si trova troppo in profondità affinchè i venti trovi.
Addolorar non a questi: per ci è amain dei laminatoi Con le vele lusty che saltano e cadono via Su ulteriori knolls e sui ragazzi per andare a prendere il grano. Cenere-sputare i wicket sul verde denunciano I nuovi giochi cominciati e quei vecchi hanno messo via. Andiamo sopra, amico guasto, amico deathless della O, Dove nell'ambito del suo vecchio del cappello verde così quanto muschio Il hedger taglia e trova le nuove lacune a pezzi per riparare, E sui suoi falò brucia le spine e la scoria, Ed i ronzii un inno, il meglio, lo pensa, che era mai.